Indagine degli aspetti coscienti – 1

Autobiografia (con un esercizio)

Si è soliti iniziare un percorso di Psicosintesi, specialmente se terapeutico, chiedendo alla persona di scrivere la sua autobiografia. Assagioli considera la scrittura un processo dalle innumerevoli potenzialità, vario e complesso e, per una molteplicità di motivi, radicalmente diverso dal racconto orale solitamente privilegiato in terapia.

Il momento dedicato alla stesura della propria autobiografia ha un ruolo fondamentale nel processo di conoscenza di sé. Scrivere di sé stessi permette di obiettivare la propria storia di vita, innescando processi cognitivi reputati di primaria importanza in questa fase iniziale:

  • favorisce lo sviluppo ed il consolidarsi della capacità di osservare sé stessi;
  • orienta il soggetto verso l’introspezione e la retrospezione;
  • promuove la riflessione e l’individuazione di nessi causali che hanno operato in passato e che potrebbero essere ancora operanti nel presente;
  • rafforza ed incentiva la naturale tendenza della psiche alla sintesi, che è anche ricerca di coerenze e significati profondi.

In altre parole, la scrittura autobiografica guida ad una maggiore comprensione di sé, favorendo nuovi apprendimenti senza i quali sarebbe impossibile pensare ad una reale trasformazione della personalità. Ma scrivere la propria autobiografia non comporta solamente una più approfondita comprensione di sé.

Scrivere promuove anche l’acquisizione di una certa padronanza di ciò che si è conosciuto. Favorendo un processo di disidentificazione (o distanziamento cognitivo), crea uno spazio psichico nel quale può avvenire l’elaborazione di ciò che si è appreso. La scrittura è considerata un mezzo per favorire lo sviluppo dell’attenzione, della capacità di concentrarsi, della disciplina e un esercizio ideale per l’allenamento della volontà: tutte qualità indispensabili alla gestione della vita interiore ed esterna.

Infine, scrivere di sé può innescare e favorire i processi trasformativi. Spiega il nostro autore che “quando si scrive, divengono operanti sia i fattori consci che quelli inconsci; perciò spesso accade che mentre il soggetto comincia a scrivere quello di cui è cosciente, affiorano a mano a mano cose a cui non aveva pensato e che spesso, lo sorprendono” (Assagioli, 1973, p. 71). L’emergere di contenuti non previsti introduce ad una dimensione considerata fondamentale ai fini della terapia, dell’educazione o della formazione: la meraviglia, lo stupor. Molte volte accade che si comincia a scrivere qualcosa che si era già pensato, ma poi via via vengono nuove idee; il filo, la corrente del pensiero prende direzioni inattese, e vien fuori qualcosa che sorprende lo scrivente stesso (Assagioli, 1988, pp. 39-40).

UN ESERCIZIO

Solitamente si considera lo sguardo retrospettivo che l’autobiografia tende a favorire sull’esistenza. Può però essere ricco di spunti introdurre anche un secondo tempo rivolto al presente, a carattere introspettivo, ed un terzo tempo proiettato verso il futuro nel quale la scrittura assume valenze anagogiche e trasformative.

  • I tre tempi dell’autobiografia (Guggisberg Nocelli, 2000)
    1. Prendetevi un momento (10 min) per scrivere di getto quello che vi viene in mente sulla base dello stimolo “La mia vita passata. Lasciate che la mano scorra sul foglio possibilmente senza censurare i contenuti anche se vi possono sembrare bizzarri o imbarazzanti. Poi rileggete con calma e fate un disegno che esprima la sensazione di fondo che emerge dal vostro scritto.
    2. Prendetevi un momento (10 min) per scrivere di getto quello che vi viene in mente sulla base dello stimolo “La mia vita presente”. Lasciate che la mano scorra sul foglio possibilmente senza censurare i contenuti anche se vi possono sembrare bizzarri o imbarazzanti. Poi rileggete con calma e fate un disegno che esprima la sensazione di fondo che emerge dal vostro scritto.
    3. Prendetevi un momento (10 min) per scrivere di getto quello che vi viene in mente sulla base dello stimolo “La mia vita futura”. Lasciate che la mano scorra sul foglio possibilmente senza censurare i contenuti anche se vi possono sembrare bizzarri o imbarazzanti. Poi rileggete con calma e fate un disegno che esprima la sensazione di fondo che emerge dal vostro scritto.
Per approfondire:

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