
Sviluppo e trasformazione di sé – 1
Chi voglio diventare?
Visione e progettazione di sé
“Quando sia stato trovato, o scelto, o creato il Centro unificatore può venir formata e costruita attorno ad esso la nuova personalità, una personalità unificata, coerente, organica. Questa è la vera e propria psicosintesi.”
R. Assagioli
Il passo che segue la conoscenza e la padronanza di sé è quello della trasformazione, del cambiamento. Dopo l’esame degli aspetti coscienti della personalità e l’esplorazione dell’inconscio, e dopo o durante la somministrazione di alcune tecniche attive preparatorie – quali la pratica della disidentificazione e di autoidentificazione, l’allenamento della volontà e gli esercizi di visualizzazione – occorre fare un piano e un programma del tipo e del livello di psicosintesi che può essere attuato (Assagioli, 1973). Occorre decidere che cosa vogliamo fare di noi stessi: che cosa vogliamo diventare. L’esperienza di essere un io-che-vuole trova la sua fondamentale applicazione proprio nella pianificazione, progettazione e attuazione del nostro modello ideale.
Una delle condizioni fondamentali per la realizzazione della propria psicosintesi personale, cioè per l’attuazione del modello ideale, è l’attenta pianificazione e la programmazione della vita personale. Questa pianificazione deve essere svolta in accordo con le regole generali e con le tecniche adatte ad ogni altro genere di pianificazione. Esaminiamole brevemente:
- Formulare in modo chiaro e preciso il fine da raggiungere
- Valutare la possibilità che un dato programma venga realizzato; la sua attuabilità.
- Stabilire le giuste collaborazioni.
- Riconoscere e stabilire una giusta sequenza per le varie fasi.
- Coltivare una visione trifocale che consideri contemporaneamente: lo scopo più lontano; gli stadi intermedi che vanno dal punto di partenza all’arrivo; il prossimo passo concreto.
- Requisito fondamentale è la flessibilità del piano (essere suscettibile di modifiche e adattamenti).
- Per conseguire tutto questo ci vuole riflessione e senso delle proporzioni. In una semplice parola: saggezza.
Dobbiamo poi stare attenti ad includere in questo processo anche le fasi di elaborazione e di gestazione, lasciando loro tutto il tempo di cui hanno bisogno, senza interferenze. Parlare di pianificazione rischia d’indurre un’idea rigida e meccanica di quello che dovrebbe essere la gestione della nostra vita interiore ed esteriore. Ma l’ideale psicosintetico è sempre un ideale di armonia e, in quanto tale, attribuisce ampio spazio ad aspetti senz’altro poco ossessivi, quali l’ispirazione, l’intuizione, l’elaborazione inconscia, la creatività. Ricordiamo che si tratta di una pianificazione che mira ad incentivare e sostenere il processo di crescita e maturazione, il dialogo continuo tra tutte le parti di noi, e non di una pianificazione che preserva dall’angoscia dell’ignoto e dell’imprevedibile.
Per approfondire:
- Conosci, Possiedi, Trasforma te stesso, Xenia (pp. 307-313) – Acquista adesso
- La via della Psicosintesi, Xenia – Acquista adesso