
Padronanza di sé e auto-regolazione – 16
I volti del volere – con un esercizio
“Coltivare la volontà è un compito alla base della nostra salute mentale. Ed é l’impresa di una vita. Non troverete qui ricette sbrigative e miracolistiche. Non si può acquisire volontà in quattro e quattr’otto. Ci vuole pazienza, e anche l’umiltà di riconoscere i propri punti deboli.”
P. Ferrucci
Per Assagioli (1977), il divario esistente tra i poteri esterni e quelli interni dell’uomo è una delle più rilevanti e profonde cause dei mali individuali e collettivi che affliggono la nostra civiltà. Il rimedio a tali mali va ricercato in due direzioni: la semplificazione della vita esteriore e lo sviluppo dei poteri interiori.
Tra questi poteri, fondamentale e preliminare é la realizzazione dell’enorme forza della volontà umana:
- per prima cosa dobbiamo riconoscere che la volontà esiste;
- poi che abbiamo una volontà;
- e infine che siamo una volontà o, essenzialmente, un io-che-vuole.
Quando sperimentiamo noi stessi come soggetti, spesso abbiamo un’esperienza che può essere così riassunta: “io sono una forza, una causa”. Come ho già avuto modo di esplicitare, l’io, il centro, è percepito come qualcosa che ha, oltre ad un aspetto statico (l’osservatore), anche un aspetto dinamico, “energetico”, quello volitivo appunto (l’attore).
Successivamente, dopo aver riconosciuto che siamo questo io-che-vuole, dopo aver riconosciuto il valore della volontà, dobbiamo sviluppare la decisione di renderla abbastanza forte da essere all’altezza dei molteplici usi a cui è chiamata in tutti i campi della vita e impegnarci per allenarla. Ma sappiamo che la forza, l’energia della volontà non è che il primo dei suoi aspetti. Per avere una visione completa della volontà in senso psicosintetico dobbiamo considerarne anche l’aspetto sapiente o intelligente, che consente di raggiungere gli obiettivi prefissati con il minor dispendio possibile di energia; l’aspetto buono o amorevole, che considera, oltre al benessere individuale, anche quello degli altri e dell’umanità; ed, infine, gli aspetti transpersonale ed universale, che riguardano l’azione, a differenti livelli, del Sé transpersonale sull’io.
Ciascuno di questi aspetti riguarda un ambito differente del lavoro psicosintetico. Ovviamente essi vanno considerati in maniera distinta a scopo didattico, ma nella realtà non sono separati.
| Volontà forte | psicosintesi personale (riguarda l’aspetto della padronanza) |
| Volontà sapiente | psicosintesi personale (riguarda l’aspetto della trasformazione) |
| Volontà buona | psicosintesi interpersonale (riguarda la relazione Io-Tu) |
| Volontà transpersonale | psicosintesi transpersonale (riguarda la relazione io-Sé) |
| Volontà universale | psicosintesi transpersonale (riguarda la relazione tra aspetto individuale e aspetto universale del Sé) |
UN ESERCIZIO
Riflessione sulla volontà (Ferrucci, 1981)
Prendete in considerazione la vostra volontà. Succede a volte che:
-
- si pieghi alla volontà di altre persone?
- sia sopraffatta dalle vostre emozioni, come per esempio dalla depressione, dalla rabbia o dalla paura?
- sia paralizzata dall’inerzia?
- o addormentata dall’abitudine?
- o disintegrata dalle distrazioni?
- o corrosa dai dubbi?
Vi pare, in generale, di decidere di fare ciò che volete davvero fare, oppure prevale qualche altro fattore? Considerate ogni punto, poi scrivete le vostre considerazioni.
Per approfondire:
- Conosci, Possiedi, Trasforma te stesso, Xenia (pp. 272-273 e pp. 275-276) – Acquista adesso
- La via della Psicosintesi, Xenia (pp. 311-322) – Acquista adesso