Egg diagram

Il diagramma dell’ovoide: un modello multidimensionale della psiche

Il punto di riferimento da cui iniziare il viaggio del “conosci, possiedi, trasforma te stesso”, è un diagramma, potremmo dire “un mandala”, che tenta di illustrare la visione integrale dell’essere umano proposta dalla Psicosintesi.

 

  1. Inconscio inferiore
  2. Inconscio medio
  3. Inconscio superiore
  4. Campo della coscienza
  5. Io o sé personale
  6. Sé transpersonale
  7. Inconscio collettivo

 

Con il diagramma dell’ovoide, Roberto Assagioli vuole di rappresentare “una concezione pluridimensionale della personalità umana, certo non perfetta e definitiva, ma più vasta e più rispondente alla multiforme realtà di quelle che sono state formulate finora” (Assagioli, 1973, p. 22). Egli é perfettamente cosciente dell’approssimazione, dell’eccessiva semplificazione e dei limiti che tale rappresentazione comporta. Ritiene però che, nello studio di una realtà tanto complessa ed inafferrabile qual è la vita psichica, sia utile fissare chiaramente alcune distinzioni strutturali fondamentali in grado di favorire una chiara visione dell’insieme, delle connessioni delle diverse parti e del loro vario significato e valore.

Come prima cosa, possiamo notare che tutte le linee dello schema sono tratteggiate, ad indicare che tra coscienza ed inconscio, e tra i vari livelli dell’inconscio (sia personale che collettivo), avviene un continuo scambio di elementi, un’“osmosi psichica”. Pertanto i termini “inconscio” e “conscio” non sono da considerarsi sostantivi ma aggettivi: si riferiscono cioè ad una condizione transitoria di determinati contenuti psichici suscettibile di modificarsi o spontaneamente oppure in seguito ad un lavoro consapevole e volontario. Entriamo in materia:

  1. L’inconscio inferiore: il sotterraneo

Alla base dell’ovoide, alla base della costituzione bio-psico-spirituale dell’essere umano, troviamo l’inconscio inferiore che possiamo considerare come “la cantina”, “il sotterraneo” del nostro edificio psichico. In parte, esso corrisponde all’inconscio freudiano. Dell’inconscio inferiore fanno parte le attività psichiche intelligenti che regolano la vita organica, gli istinti e le pulsioni fondamentali, come quelle sessuali ed aggressive, le abitudini e gli automatismi, il nostro passato psichico e i conflitti e i traumi che abbiamo rimosso. Esplorare e “risanare” questa dimensione del nostro essere è fondamentale, soprattutto se contrasti o difficoltà di qualche tipo rendono la nostra vita poco funzionale. È importante precisare che la denominazione “inferiore” non ha significato moralistico, ma indica semplicemente che questo livello dell’inconscio sta a fondamento dell’intera struttura psicologica permettendone così l’ulteriore sviluppo.

  1. L’inconscio medio: il piano terra

Salendo troviamo l’inconscio medio, quello che possiamo definire “il pianterreno” del nostro edificio bio-psico-spirituale. Esso corrisponde al preconscio freudiano, comprende il presente psichico dell’uomo e contiene materiale simile a quello della coscienza di veglia di cui non è però necessario essere continuamente consapevoli. Per questo motivo l’inconscio medio é considerato “il grande archivio della memoria” e i suoi contenuti, a differenza di quelli rimossi nell’inconscio inferiore, possono venir richiamati facilmente alla coscienza. A questo livello dell’inconscio avvengono anche le elaborazioni delle esperienze fatte, la preparazione delle future attività, gran parte del lavoro intellettuale, teorico e pratico, di quello immaginativo e della creazione psichica.

  1. L’inconscio superiore: l’attico

L’inconscio superiore é una delle nozioni più specifiche della Psicosintesi e costituisce la dimensione transpersonale, spirituale dell’essere umano. Assagioli lo definisce come “l’attico luminoso con ampie terrazze, ove si ricevono i raggi vivificanti del sole e la sera si possono contemplare le stelle”. Esso comprende il nostro futuro psichico, le nostre qualità, le virtù, i talenti e tutte quelle potenzialità che non abbiamo ancora attuato pienamente, le intuizioni più ampie, gli impulsi all’azione altruistica, la creatività, gli stati d’illuminazione. È importante aprirci a questa dimensione per rinnovare ed arricchire il nostro progetto di vita e per rigenerare la nostra persona.

  1. Il campo di coscienza: la stanza in cui si trova l’inquilino

Con la denominazione “campo di coscienza” ci si riferisce a quella parte di contenuti psichici di cui siamo direttamente consapevoli nel qui ed ora. Possiamo definirla come “la stanza, del nostro edificio, in cui ci troviamo nel momento presente”. Per esempio, forse in questo momento siete consapevoli delle parole che state leggendo, del vostro stato fisico, emotivo e mentale, dei rumori nell’ambiente circostante e così via. Ovviamente l’area del nostro campo di coscienza ha dimensioni variabili: quando ci concentriamo intensamente su una certa attività, tende a “restringersi”, a focalizzarsi; altre volte invece può espandersi ed allargarsi fino ad includere zone sempre più vaste della realtà.

  1. L’io: l’inquilino

L’io invece è “l’inquilino”, colui che abita l’edificio. La sua manifestazione più diretta ed immediata è il senso insopprimibile di identità personale che permane lungo tutta la nostra esistenza nonostante gli sviluppi e le trasformazioni cui andiamo incontro: noi siamo sempre noi. La Psicosintesi dà particolare rilievo alla distinzione che intercorre tra i contenuti del campo di coscienza (le sensazioni che proviamo, le emozioni che viviamo, i nostri desideri, i nostri pensieri..), e colui che li percepisce, colui che osserva queste sensazioni, queste emozioni e questi pensieri e che è in grado di agire su di essi: il soggetto, l’io. Questa differenza si potrebbe anche paragonare a quella esistente fra l’area illuminata di uno schermo cinematografico (l’io) e le immagini che vi sono proiettate (i contenuti). La creazione di uno spazio tra l’io e il costante flusso di tali contenuti (disidentificazione) è considerata un’esperienza fondamentale nel processo psicosintetico. In realtà, l’io cosciente è quella parte del Sé transpersonale immersa nei contenuti psichici della personalità umana e nella molteplicità delle situazioni esistenziali. L’io, dunque, non è che un riflesso del Sé.

  1. Il Sé transpersonale: il proprietario dell’edificio

Il Sé transpersonale è invece “il proprietario” dell’intero edificio bio-psico-spirituale. Per la Psicosintesi non è solamente un concetto teorico, ma una vera e propria realtà della quale possiamo avere l’esperienza cosciente. Il Sé è l’essenza autentica dell’essere umano, la sua vera identità, il suo esserci profondo al di là di ogni maschera e condizionamento. È la stella che ci guida e ci orienta lungo il nostro viaggio esistenziale. Esso rende possibile l’esperienza della nostra interezza, della nostra totalità, ma non è assimilabile a tale totalità. È meta evolutiva nel tempo e centro di sintesi e coesione nello spazio. È detto “transpersonale” perché possiede una duplice natura: individuale ed universale allo stesso tempo. Infatti, come si vede dallo schema, è situato in parte al di fuori dell’ovoide, in parte all’interno di esso.

  1. L’inconscio collettivo: il quartiere in cui si trova l’edificio

Infine, l’inconscio collettivo – forse assimilabile al “quartiere” o alla “città” in cui sorge il nostro edificio bio-psico-spirituale – è un ampio mondo che va dal livello biologico a quello transpersonale, all’interno del quale è necessario fare delle distinzioni di origine, natura, qualità e valore. Nell’accezione psicosintetica alcuni contenuti dell’inconscio collettivo sono di carattere primitivo ed arcaico, risalenti al passato dell’umanità (inconscio collettivo inferiore); altri invece hanno carattere integrativo, evolutivo e sintetico e riguardano le potenzialità future dell’umanità (inconscio collettivo superiore); altri infine sono di valore medio, appartengono alla situazione socio-culturale del presente (inconscio collettivo medio) e sono più facilmente accessibili a quello che potremmo chiamare il campo di coscienza collettiva.

La Psicosintesi opera poi un’altra importante distinzione nell’ambito degli spazi psichici, quella tra un inconscio strutturato o condizionato ed un inconscio plastico, fonte di un’indefinita capacità di apprendimento, elaborazione, creazione e trasformazione (v. Le leggi della psicodinamica).

(v. anche I significati simbolici dell’ovoide)

Per approfondire:

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