
Padronanza di sé e auto-regolazione – 10
La scoperta e lo sviluppo della volontà (Auto-identificazione III)
La consapevolezza, così come viene intesa dalla Psicosintesi, è consapevolezza in azione.
L’aumento dell’autoconsapevolezza ha parecchie conseguenze positive:
- la scoperta di un punto di riferimento
- l’approfondimento del senso d’identità
- la comparsa di una visione panoramica e maggiormente oggettiva della propria vita psichica
- la nascita dell’autonomia personale
- la formazione di uno spazio entro il quale può agire la funzione che la Psicosintesi reputa essere la più importante, la volontà (Ferrucci, 1981, 59).
Trovare il proprio centro, fare l’esperienza dell’io, significa pertanto anche scoprire la propria volontà: percepire di avere direzione nella vita (Rosselli, 2000, p. 22), di star procedendo verso méte scelte coscientemente e liberamente. L’esperienza essenziale della volontà è quella di sentire dentro di sé quest’unità tra io e volere, sentire che siamo un “io-che-vuole”.
La consapevolezza, così come viene intesa dalla Psicosintesi, è consapevolezza in azione.
Scrive Roberto Assagioli (1977, p. 15) che la scoperta della volontà dentro di noi – ed ancora di più la consapevolezza che l’io e la volontà sono intimamente legati – può rappresentare una vera rivelazione in grado di cambiare, a volte radicalmente, tutto il nostro atteggiamento verso noi stessi, gli altri e il mondo: percepiamo infine di essere dei “soggetti viventi” dotati del potere di scegliere, di costruire rapporti, di operare cambiamenti nella nostra personalità, nelle nostre relazioni e nelle circostanze. Questa acuita consapevolezza, questo risveglio e questa visione di nuove, illimitate potenzialità di espansione interiore e di azione esterna, ci danno un senso di confidenza, sicurezza, gioia, un senso di interezza.
Da ciò comprendiamo come la volontà non abbia nulla a che vedere con il senso del dovere, con la repressione di parti di noi, oppure con lo sforzo e la durezza, né incoraggia un illusorio atteggiamento d’onnipotenza.
“Essa non è qualcosa di rigido, che dà ordini e impone proibizioni. Invece ha essenzialmente una funzione di regolazione. Un’analogia è il direttore d’orchestra, che non suona egli stesso uno strumento ma dirige i suonatori dei vari strumenti.”
(S. Miller, La volontà di R. Assagioli, intervista in “Intellectual Digest”, 1972)
Per approfondire:
- Conosci, Possiedi, Trasforma te stesso, Xenia (pp. 231-234) – Acquista adesso
- La via della Psicosintesi, Xenia (pp. 311-322) – Acquista adesso