Padronanza di sé e auto-regolazione – 14

“Un giorno senza risate è un giorno perso.” Chaplin

Assagioli ha dedicato parecchi scritti al tema del buonumore, alla vita intesa come gioco e rappresentazione, alla saggezza sorridente. Alcuni di essi sono stati raccolti nel prezioso libretto intitolato Per vivere meglio (1993). In esso il buonumore viene definito come una tecnica, più precisamente, uno stato d’animo che può essere suscitato, sviluppato e mantenuto con opportuni esercizi psicologici. Ovviamente non possiamo modificare le nostre emozioni e i nostri sentimenti direttamente, con una imposizione volontaria. Possiamo però esercitare un’azione efficace su tutte le nostre funzioni psichiche, utilizzando specifiche leggi psicologiche che, questo si, sono messe in azione da una volontà intelligente ed abile.

Ci sono due gruppi di metodi utili a tale scopo:

  • le tecniche per eliminare gli ostacoli che impediscono l’espressione del buonumore;
  • le tecniche per la sua evocazione diretta.

Per eliminare gli ostacoli al buonumore – che sono l’irritazione, il criticismo, l’auto-commiserazione, l’impazienza e la preoccupazione – possiamo impiegare congiuntamente le tecniche catartiche e la meditazione riflessiva sugli effetti negativi e positivi che tali ostacoli hanno su noi stessi (ad es. il riconoscimento della grande utilità dei nostri “nemici” interni ed esterni quali pungolo al miglioramento di sé e la relativizzazione del nostro dolore personale contestualizzandolo nell’universale condizione umana di sofferenza).

Il metodo attivo generale è, invece, quello di coltivare gli stati d’animo e i sentimenti opposti a quelli che ostacolano il buonumore, e suscitare quelli che lo esprimono direttamente. Come per tutte le altre qualità che vogliamo sviluppare, si tratta di aprirci agli influssi che irradiano tali qualità. Vi sono numerosi modi per farlo: dalla lettura di libri divertenti e spiritosi all’ascolto di musiche vitali e gioiose, dall’uso di parole evocatrici, frasi e immagini opportune all’agire “come se”. Ma il metodo più profondo per neutralizzare la ribellione e l’autocommiserazione e sviluppare il buonumore è l’accettazione. Data la molteplicità dell’animo umano possiamo, infatti, coltivare il buonumore nonostante la sofferenza.

Per approfondire:

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